A proposito della celebrazione del matrimonio in articulo mortis di Lorenzo D'Auria, l'agente del SISMI rientrato dall'Afghanistan in fin di vita e deceduto ieri all'Ospedale del Celio a Roma con la sua compagna Francesca, da cui aveva avuto già tre figli, rimando alla riflessione fatta da Brodo Primordiale sugli espedienti umilianti a cui si è costretti a ricorrere a causa della mancanza di regolamentazione delle coppie di fatto, di cui la chiesa cattolica non vuol nemmeno sentire parlare, per veder riconosciuti dei diritti che lo sarebbero automaticamente in qualsiasi Paese appena civile. Non in Italia, naturalmente. L'aspetto più grottesco è che l'escamotage, un assenso dato sulla fiducia, risiede in una norma del codice di diritto canonico. Ricordo male o una legislazione sulle coppie di fatto era tra i primi punti del programma dell'attuale governicchio?