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mercoledì, 25 giugno 2008

Germania-Italia 2-0

Berlino: Germania-TurchiaE' terminata da poco Germania-Turchia, semifinale dei campionati di calcio Europei. Partita intensa, emozionante, col risultato in bilico fino all'ultimo minuto, come si conviene a un vero e proprio derby, come in effetti è stato: sugli spalti dello stadio di Basilea, dove le tifoserie erano mischiate, e nelle strade delle città tedesche. Perché in Germania vivono circa tre milioni di turchi, e a dimostrare che l'integrazione procede piuttosto bene, il mezzo milione di persone, per un buon terzo turchi, che si sono affollate nella "Fanmeile" (il miglio dei tifosi) attorno alla Porta di Brandeburgo, a Berlino, a seguire l'incontro sui maxischermi, non hanno fatto registrare alcun incidente. Così nelle altre città tedesche, nelle piazze come nelle birrerie. In Germania, questa non è una notizia da prima pagina: era pressoché scontato. Tre giorni fa, nella Milano "vicina all'Europa", in piazza del Duomo, stessi maxischermi in occasione di Italia-Spagna, vinta meritatamente da quest'ultima ai rigori, un gruppo di pacifici tifosi spagnoli è stato aggredito e malmenato senza che nessuno muovesse un dito. E non si trattava di immigrati: ma di turisti o ragazzi che studiano in Italia. Bella accoglienza: per forza che il turismo va in vacca. E se fossero stati albanesi? O romeni, con l'aria che tira? Dove sono finiti i tedeschi razzisti, duri, intolleranti? E gli italiani brava gente, "stessa faccia stessa razza", simpatici e ospitali? Si dirà che i tedeschi sono abituati da più tempo all'immigrazione massiccia, e che da noi il fenomeno ha preso consistenza solo negli ultimi due decenni. Eppure quella turca non è stata un'integrazione facile, si tratta pur sempre di musulmani, per quanto non certo fondamentalisti e fanatici, nella quasi totalità. C'è da riflettere seriamente: innanzitutto in Germania sono stati capaci di prevedere e assorbire l'immigrazione, oltre a essere ligi a far rispettare le regole e quindi seri; in Italia, col consueto pressapochismo, ci si è rifugiati nella gestione dell'emergenza continua fin da quando sono apparse all'orizzonte le prime navi stracariche di albanesi, vent'anni fa, e si va avanti ancora oggi, quotidianamente, con le carrette o bare del mare che giungono a Lampedusa. Ma c'è anche un altro aspetto: in Germania hanno fatto definitivamente i conti con il loro passato, dopo averci ben riflettuto, e non è un caso che gli episodi di razzismo e i revival neonazisti si registrino quasi esclusivamente nell'ex DDR, un tempo patria del "socialismo realizzato". E non solo perché nelle zone orientali c'è maggiore povertà (risultato tangibile di quarant'anni di regime comunista), ma anche perché lì il passato nazista era stato semplicemente rimosso, e sostituito da un sistema che non era poi tanto dissimile. In Italia niente di tutto ciò. Che nel 1945 quasi tutti fossero diventati improvvisamente partigiani è cosa arcinota: salire sul carro dei vincitori, dopo aver fatto le vittime, è una specialità nazionale da sempre. Così come si è rimosso il passato fascista si sorvola tutt'ora sulle leggi razziali: appena qualcuno osa ricordarle viene tacciato di provocatore e di anti-italiano. Tuttalpiù si dice che erano state fatte per finta, per accontentare Hitler (altra dimostrazione di vigliaccheria, in ogni caso), ma poi mai applicate in realtà. Tutte balle, naturalmente, ma è un modo come un altro per mettersi in pace la coscienza. Ultima notazione, ma è sufficiente essere stati in Germania negli ultimi anni per essersene accorti, ad esempio nel 2006 in occasione dei Mondiali vinti proprio dall'Italia (eliminando i padroni di casa: nessun incidente nemmeno in quel caso): i tedeschi sono diventati un popolo allegro, ospitale, che sa divertirsi e prendere le cose con ironia, e noi sempre più tristi, aggressivi, incazzati, malmostosi, sgradevoli. Aggiungerei pure brutti. Io credo che dipenda anche dal fatto che loro, a forza di guardarsi dentro e aver affrontato i propri fantasmi, ora sono abbastanza soddisfatti di quello che sono e non si vergognano di guardarsi allo specchio; noialtri, che andiamo avanti a scansare le responsabilità, addossarle al prossimo o al destino infausto e di cacciare la testa nella sabbia, quando ci guardiamo non ci piacciamo per niente. Sarà una sensazione, ma non credo di sbagliare. Penso che abbiamo da imparare qualcosa, dai nostri amici teutonici.

postato da: mscaini alle ore 23:12 | link | commenti (4)
categorie: milano,

Commenti
#1    27 Febbraio 2009 - 22:34
 
mi sembra un analisi masochistica da perfetto italiano.
volevo dirti alcune cose sulla germania
1)ci sono zone dove l' NPD, il partito più estremista della germania prende il 30% e questi sono dei pazzoidi razzisti che fanno rabbrividire il più incazzato dei calderoli e nessuno li mette fuorilegge perchè hanno tutti paura.
recentemente ho letto che uno di loro ha accoltellato un poliziotto e hanno ucciso un bambino perchè era mezzo iracheno
2)loro sono civili solo perchè sono ricchi.
se avesseroil tasso di disoccupazione del sud italia sarebbero i primi a cacciare glis tranieri
3)noi ci comportiamo con gli stranieri come loro si comportavano con noi 30 anni fa,
il nostro attegiamento è dovuto dal fatto che siamo poco abituati alla convivenza constranieri perchè siamo un paese giovane di immigrazione
4)molti tedeschi a casa loro sono ordinatoni poi quando vanno negli altri paesi si comportano come ilpeggior italiano.
5
utente anonimo

#2    28 Febbraio 2009 - 01:38
 
Caro amico, le tue osservazioni non contraddicono le mie. Che sarò anche un masochista, però non un "perfetto italiano", come ti pregi di definirmi, ma guarda caso un ibrido, o se preferisci "meticcio", essendo per metà tedesco, per l'appunto. Le zone con la NPD al 30% sono quelle che avevo indicato, e si trovano prevalentemente nell'ex DDR. Tu parli di "noi" e di "loro", come se non fossimo le diverse facce di una stessa medaglia. I "nostri" disoccupati del Sud, spesso però alacremente attivi in nero, e sistematici evasori fiscali, equivalgono ai "loro" Ostrpreußen. Quanto all'assumersi le (comuni) responsabilità belliche non hai detto nulla. Forse ho ecceduto in luoghi comuni, però non abusarne nemmeno tu. "Noi" italiani (ma potrei dire "noi europei", perché è questa l'identità che sento) non siamo poi così perfetti.
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#3    26 Marzo 2009 - 19:45
 
caro abasto non volevo offendere nessuno.voglio risponderti sulla questione inerente la responsabilità comune e altri elementi.
1)sono d'accordo del fatto che l' italia ha le sue responsabiilità.
leggi razziali,compatercipazione tra nazisti e fascisti nelle stragi toscane emiliane,risiera di san sabba,sgombero del ghetto ebraico di roma,nonchè altri eventi tipo strage di dominikos in grecia uso dei gas in etiopia e somalia,violenze fasciste contro le popolazionislovene e croate,sono d' accordo sul voltagabbanismo che hanno molti italiani però teniamo conto che l' uccisione di mussolini e il governo di badoglio nonchè i partigiani hanno restituito un minimo di dignità al popolo italiano che ha permesso seppur non privo di ipocrisie di lavarsi in parte la coscienza, cosa che non è successa ai tedeschi che hanno seguito il loro capo fino al suicidio.
nonostante la crudeltà e stoltezza delle leggi razziali e di altri eventi sopra riportati non ci sono stati da parte italiana fenomeni di grossa scala come campi di concentramento nazisti
2)non ho nulla contro i tedeschi
.essendo studente universitario a rimini ho conosciuto tedeschi tramite programmi universitari(erasmus,leonardo) e turisti e ho incontrato sia brava gente sia gente stupida
3)da perfetto italiano intendevo il comportamento tipico di molti italiani ma non solo di passare dall' autocommiserazione eccessiva alla presunzione massima
senza un filo di valutazione critica
4)sono d accordo sul parallelismo tra sud italia e germania est.
diciamo che la povertà e la disuguaglianza di reddito provocano una miscela esplosiva con difetti di tipo culturale.
ciò provoca la cultura neonazista in egrmania est e non solo, cultura mafiosa in alcune parti del sud italia e fenomeni di integralismo religioso nei paesi e gruppi musulmani


utente anonimo

#4    26 Marzo 2009 - 22:15
 
Condivido, carissimo, con un appunto. I tedeschi non hanno avuto una guerra partigiana paragonabile a quella italiana (ma una resistenza, anche in ambienti militari, sì) e nemmeno due anni di governi burattini, tra RSI e Badoglio, mentre loro la guerra dura ce l'avevano in casa. Dicevo che nel corso degli anni si sono guardati allo specchio più di altri in Europa (francesi pétainisti, polacchi, ucraini e guardie di ferro romene, ustascia), ma soprattutto più dei gaudenti e indecentemente perbenisti austriaci, che si sono fatti passare per vittime e invasi dai tedeschi dimenticando di aver plebiscitato l'Anschluss, e poi votato prima Waldheim alla presidenza e Haider e soci al governo poi. L'Austria Felix. Anche loro boriosi villeggianti della tua Riviera! Ora in adeguata compagnia dei i loro amici russi. Ma così va il mondo
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