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Mental Health Trainer - Un milanese che si è autoesiliato nella "piciule patrie" dal Friûl

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venerdì, 29 agosto 2008

Il pastrocchio Alitaliota

Alitalia“Missione compiuta”, gongola l’omarino di Arcore dopo il colpo di teatro con cui vuol far credere di aver risolto il caso Alitalia.  Questo sarebbe il capolavoro del sedicente governo liberista, paladino del Libero Mercato: un classico salvataggio pilotato di azienda decotta che ricorda da molto vicino i casi di vendita dell’Alfa Romeo alla FIAT in nome della preservazione dell’Italianità (nell'epoca della golbalizzazione). O il caso, molto più recente, del salvataggio della Parmalat. “Sarà una compagnia nuova che non peserà sulle spalle dei contribuenti”: vero, forse, solo in parte: si riferisc, il puttaniere del Consiglio, e alla cosiddetta NewCo, la Compagnia aerea italiana, che assorbirà gli (scarsi) attivi di Alitalia e di AirOne, con cui si fonderà, e che sarà composta dalla famosa “cordata” di cui blaterava in campagna elettorale. Il gotha della neoimprenditoria cialtrona della Terra dei Cachi: dai Benetton a Gavio, che così efficacemente gestiscono la rete autostradale, all'onnipresente Ligresti, quello che ha delineato la nouva skyline di Milano coi suoi tipici palazzi, a Caltagirone, alla presidenta di Confindustria Emma Marcegaglia, quella che ha difeso a spada tratta le capacità di Marco Tronchetti Provera, il Top Manager non sapeva della attività spionistiche del personale di sicurezza Telecom da lui assunto, premiato anche lui per la manifesta incapacità di scegliere il Roberto Colaninnopersonale con un posticino nella compagnia dei mal tràa insemma; alla presidenza Roberto Colaninno (nella foto a destra), anche lui con un brillante trascorso in Telecom a spese dei contribuenti. E via di questo passo coi “soliti noti”. Sì, perché ci sarà una società, una Bad Company, che assorbirà i passivi di entrambe le società (perché anche AirOne di quell’altro genio di Toto verrà paracadutata), la cinquantina di aerei ormai da rottamare rimasti, le attività non più svolte internamente e, in sostanza, la gestione dei 5-7 mila esuberi, a carico della società in amministrazione straordinaria. Commissario della colossale operazione di privatizzazione degli utili e socializzazione delle perdite, l’ex ministro Fantozzi: l'avvocato, non il ragioniere reso famoso da Paolo Villaggio. In ogni caso, un nome, un programma, e uno zuccherino lanciato ai centrosinistrati, che sono di bocca buona. Insieme al presidente della NewCo, Roberto Colaninno. Inutile che Uòlter Cialtroni si inalberi e dichiari, cercando di fare lo spiritoso,  di temere che Alitalia si riduca a una "compagnia di bandierina": quello che dovrebbe criticare dall'opposizione tutta la vicenda in quanto "ministro ombra" alle attività produttive si chiama Matteo Colaninno, ed è guarda caso il figlio di Roberto, come nota nel suo illuminante commento a tutta la vicenda Massimo Giannini su Repubblica in edicola stamattina. Non è colpa sua: ma la dice tutta. Un'annotazione su tutte: "Chi paga, per questa magnifica bicamerale dei cieli (come l'ha definita Europa) tentata grazie alla banca più vicina al centrosinistra e alla nomina di un commissario ex-ulivista? Lo Stato, che non incasserà nulla dall'operazione ma si accollerà gli oneri sociali per la gestione degli esuberi". Segnalo anche le considerazioni di Mario Deaglio sulla Stampa di oggi e quelle, esemplari per chiarezza, di Franceso Giavazzi sul CorSera di mercoledì 27. "L'Italietta si tenga la sua Italietta": è quel che si meritano tutti i responsabili della annosa malagestione di questo carrozzone pubblico, a cominciare dai dirigenti, ai governi che li ha nominati, ai sindacati, allo stesso personale strapagato rispetto alla concorrenza, che in buona parte si distingue per cialtroneria, maleducazione, arroganza, inefficienza; per finire con gli stessi passeggeri che si sono ostinati per decenni a usare questa compagnia di inetti anche quando esistevano alternative, senza protestare e pagando costi esorbitanti per il servizio reso. Always Late In Takeout, ALways Late In Arrival era da anni la sarcstsica spiegazione internazionale dell'acronimo della scalcagnata compagnia nazionale. Mi domando solo come pensi di fare concorrenza alle compagnie Low Cost, con la politica delle "risorse umane" che ha caretterizzato Alitalia negli ultimi 40 anni, la NewCo che intende puntare sulle rotte e breve-medio raggio. Che intenda specializzarsi sui voli da e per l'Albania, l'Eritrea, l'Etiopia, la Somalia, la Libia e in più la Romania e la Moldavia, allargando un po' i confini del Fatale Impero?
postato da: mscaini alle ore 11:39 | link | commenti (2)
categorie: alitalia

Commenti
#1   29 Agosto 2008 - 15:21
 
A questo proposito prova ad indagare su questo tema: Benetton/Terreni limitrofi all'hub di fiumicino. Per facilitare il compito consiglio di leggere Bea Cenci oggi sul Riformista.
Il Segretario
utente anonimo

#2   31 Agosto 2008 - 09:00
 
Tutto ma non "Il Riformista", quantomeno nel suo ritorno alla versione con Polito direttore!
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