Emma Marcegaglia, numero uno di Confindustria, si è incontrata a Berlino con il presidente degli industriali tedeschi, Jürgen Thumann. Così recita la didascalia della foto pubblicata a pagina 35 del CorSera di oggi. Insieme hanno redatto una lettera a Silvio Berlusconi e ad Angela Merkel in cui chiedono ai rispettivi governi, in vista del Consiglio Europeo previsto a metà della prossima settimana, di far valere le "ragioni dell'impresa" contro le nuove restrizioni votate a Bruxelles in tema di parametri ambientali. In sostanza di accantonare il "pacchetto-clima" post Kyoto, ovvero la riduzione di emissioni di Co2. Lamentano che i relativi costi sarebbero scaricati interamente sui bilanci delle imprese (particolarmente quelle tedesche e italiane, "la vera anima mainfatturiera del Continente"), con dei maggiori costi stimati in 180 miliardi di euro per quelle europee e per 23-27 miliardi solo per quelle italiane. Oggi, con la recessione alle viste, il pacchetto-clima avrebbe secondo loro un impatto devastante, e da qui il piagniesteo ricattatorio del duo confindustriale come emerge dal loro comunicato congiunto: «Se, nelle condizioni di oggi, l’industria europea dovesse sopportare ulteriori, pesanti oneri, a rischio ci sarebbero la crescita e l’occupazione», e dunque: «a fronte della situazione di crisi finanziaria, di cui presto si vedranno le conseguenze sull'econmia reale, dev'essere evitata qualsiasi scelta che possa minacciare i posti di lavoro». E i profitti degli imprenditori, naturalmente: ma questo i nostri due eroi si guardano bene dal dirlo. In sostanza, pretendono la libertà di insozzare, a costo zero per loro, a meno di ridurre le emissioni nocive, a costo della comunità. Secondo una linea ribadita anche di recente dalla Prima Sciùra della nostra imprenditoria, che non più di una settimana fa, in occasione dell'annuale convegno dei Giovani Industriali in quel di Capri, aveva auspicato un intervento diretto dello Stato nella crisi sui mutui (e a favore delle banche invischiate). A suo tempo avevo salutato con simpatia l'arrivo della Marcegaglia ai vertici di Confindustria sulla poltrona di un uomo-immagine come Luca Cordero di Montezemolo, e credo di non poter essere sospettato di prevenzione nei confronti del mondo imprenditoriale e industriale in particolare, ma un po' di coerenza e decenza non guastano. Inoltre spererei che la signora non si sia presentata a Berlino nelle condizioni in cui la si vede ritratta dalla foto, dove sembra reduce da una serata di bisboccia in compagnia di Amy Winehouse terminata in discoteca insieme al Cavalier Banana: se il fine settimana non dovesse essere sufficiente per un rimessaggio completo in una Spa, una bella doccia con shampoo e un giro dal barbiere di fiducia non guasterebbero!
