Eurosputtanati. Ci ha pensato Silvana Koch-Mehrin, deputata tedesca al Parlamento Europeo, vicepresidente del gruppo liberale, in una intervista di qualche settimana fa al settimanale "Bunte" in cui diceva che per buona parte dei suoi colleghi maschi i quattro giorni di sessione mensile a Strasburgo sono vissuti come una allegra scampagnata, dove all'insegna del "qui nessuno mi conosce e passo fare quello che voglio" si fa di tutto salvo che lavorare. Andare a puttane, per esempio, di cui pullulano le strade che portano al Parlamento europeo, e "non si può far finta di non vederle", così come secondo la Koch-Mehrin chi dall'aula del Parlamento lancia condanne contro la prostituzione deve comportarsi di conseguenza, a meno di non mettere in discussione la credibilità dell'intera assemblea". Sdegnata la reazione del presidente del gruppo popolare Joseph Daul, probabilmente punto sul vivo, che ha chiesto le scuse del gruppo liberale (non pervenute) e ha annunciato una lettera al presidente dell'Europarlamento Jans Gert Pöttering. L'uscita della deputata liberale non è però estemporanea, e fa seguito alla campagna lanciata qualche settimana fa da una quarantina di deputati scandinavi in cui si chiede che il Parlamento Europeo non usi per i suoi deputati alberghi che notoriamente offrono. E quel che i giornali italiani non dicono, è che la Koch-Mehrin è alla testa di un'altra compagna: quella a favore della concentrazione delle attvità parlamentari a Bruxelles abolendo le trasferte mensili nella città alsasziana, un "su e giù" questa volta per niente spassoso che costa ai cittadini europei più di 200 milioni di euro ogni mese. Che vanno, secondo la bella deputata liberale, letteralmente a puttane. (Nella foto, Silvana Koch-Mehrin alle prese con un intervistatore diversamente longilineo. Un metro e 84 di bionda. Una così al nostro puttaniere del Consiglio gli potrebbe mangiare in testa, se non facesse senso l'idea!)
