Abasto

Un blog di frontiera, e itinerante

Chi sono

Utente: mscaini
Mental Health Trainer - Un milanese che si è autoesiliato nella "piciule patrie" dal Friûl

Categorie

aït benhaddou
alfano
angkar
angkor
argentina
asunción
aung san suu kyi
balotelli
bambocciona
bandar seri
bandung
barista stronzo
barra de valizas
barreado
barrio norte
batak
batavia
batik
becak
berlusconi
bersani
betang rejang
bialystok
bicamerale
billionaire
bioetica
birmania
blumenau
boca
bocca
boccia
boglietti
bogor
bonanza
borneo
borobodur
boteco
brasile
brian jones
brunei
brunetta
bruno brancher
buenos aires
bukittinggi
cable carril
cachaça
calabria
calderoli
calusca
candido cannavò
capodanno cinese
carlos sáenz villaró
carrió
casapueblo
casciavit
catamarca
cavalier banana
córdoba
chaco
chiang mai
chilecito
christpher hitchens
cinziagate
cirebon
clarín
clubes de barrio
colonia del sacramento
concertone 1° maggio
conferenza episcopale
corrientes
corriere della sera
cosentino
craxi
curitiba
dalema
danau maininjau
daniela martani
danilo di marco
dayak
día de los muertos
delara darabi
desaparecidos
de bortoli
dia de la raza
difunta correa
di pietro
durazno
durian
eddi pinatto
einaudi
elezioni argentina
eluana englaro
el can de trieste
emergenza umanitaria
emma bonino
empanadas
ennio flaiano
entre rios
escort
esma
estela carlotto
estonia
facebook
famatina
fòlber
federazione malese
figure di merda
fogón del los arrieros
formigoni
frank zappa
friuli
fuerte san miguel
fuffa
gardel
gauchito gil
geografia
georgetown
gheddafi
gian antonio stella
giardinelli
giava
gilgit
giudici
giustizia e libertà
gobetti
gramado
guaraní
haider
haiti
hebe de bonafini
hunza
ilaria alpi
illy
il fatto quotidiano
il segretario
inciucio
indonesia
ingrid betancourt
iran
italiani brava gente
jaime lerner
jakarta
james brooke
jelgava
joaquín victor gonzález
joinville
joseph koudelka
kalentan
kaliningrad
kampung
kampung ayer
kapit
kaunas
kebun raya
kelantan
keskusta
kirchner
kongsi
kota
krakatoa
kraton
kuala lumpur
kuala terengganu
kuching
kuressaare
labuan
lago toba
laicità
lazkao
la faccia come il culo
la paloma
la prevalenza del cretino
la terra dei cachi
lee kuan yew
leghista di sinistra
legittimo impedimento
lelio luttazzi
letizia moratti
lettonia
lituania
locro
lombardia
lomito
lunfardo
madres
mafalda
magic italy
malacca
malaysia
mara carfagna
marialaura rodotà
maria stella gelmini
marrakech
martin fierro
martin scorsese
maruska piredda
massera
massini
mate
matsigenka
mauro moretti
medan
menasse
mendoza
milano
minangkabarfau
minas
miran hrovatin
miri
monaci buddisti
montevideo
morir de amor
mqrocco
mujica
napolitano
ndrangheta
nestbeschmutzer
niño jesus alcalde
nicola cosentino
niemeyer
noemi letizia
orang utan
orchard road
ourzazate
padre pio
pampa
pancasila
panebianco
pantelleria
papi
paraguay
paranaguá
paraná
partito democratico
paseaperros
paso de los toros
patrizia daddario
penang
penati
penisola di sövre
peranakan
perenankas
peronismo
persia
piazza fontana
pink martini
pio laghi
piqueteros
pivovar cerná hora
plotoni desecuzione
pomerode
popelnik
porta romana
porta ticinese
porto alegre
poznan
prambanan
puglia
punta del diablo
punta del este
puttane di stato
puttanopoli
quino
raúl alfonsín
radicali
ratzinger
razzismo
recoleta
repubblica
repubblica delle banane
resistencia
riforma
riga
rigoni stern
rio de la plata
rivoluzione liberale
rocco siffredi for president
rocha
rolling stones
rosario
rosarno
rottamat
rumore bianco
rundale
saareema
sabah
sabrina ferilli
sal da vinci
samay huasi
samosir
sanaa dafani
sandra mastella
santa catarina
santa fé
santa rita
santo graal
san gregorio de polanco
san telmo
sarawak
scalfari
schifo
scià
sciopero immigrati
semenggoh
sergio saviane
serra gaúcha
sherlockiana
sigulda
singa
singapore
soledad villamil
solo
sonda
spilimbergo
stajano
suharto
sukarno
sumatra
sunda kelapa
tabaré vázquez
tacuarembó
tajùt
talebani
tallinn
tecla dozio
terremoto
tinkumaco
tiziano terzani
torrontés
transmigrasi
trans sumatran highway
turismo macabro
uaar
uccello padulo
uruguay
varani di komodo
vaticano
vendola
venezia
verbitsky
vespasiani
vilnius
warung
yogyakarta
zara
zoccole
zonda

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
domenica, 05 luglio 2009

L'anima estone sull'isola di Saareema

Faro a Säare, Saarema, EstoniaRIGA (Lettonia) - Partiti da Tallin in una fresca mattinata di sole, da ieri mattina è iniziata la lenta discesa verso Sud. Evitando la costa Nord-Occidentale, ci siamo diretti su Haapsalu, già nota città termale e di soggiorno balneare fino agli inizi del secolo scorso, che ora sta tentando di tornare ai fasti del passato. Atmosfera estremamente rilassante, con le sue viuzze strette e le case di legno, la ragione della visita era però la fortezza vescovile. Il primo nucleo, chiamato “piccola fortezza”, venne fatto erigere dal vescovo feudatario nel 1265 e completato nei due secoli successivi, mentre il Piiskopilinnus, o castello vero e proprio, che si trova all’interno delle possenti mura, venne costruito invece tra il 1641 e il 1647 insieme alla cattedrale gotica. Da qui a Virtsu, dove ci si imbarca verso l’isola di Muhu, mezz’ora di traghetto, a sua volta collegata con un ponte a quella di Saareema, la più grande dell’Estonia e la seconda del Mar Baltico dopo quella di Gotland, in Svezia. 35 mila abitanti di cui 16 mila nel capoluogo Kuressaare, nella parte sud-occidentale, dove ci dirigiamo direttamente. La strada attraversa l’interno, e il panorama non cambia un granché rispetto alla terraferma: boschi di betulle misti a conifere,  campi di grano, improvvise macchie di un giallo violento, forse colza. Un aspetto poco isolano e marittimo, che sia a me sia al "Segretario" ha ricordato sotto molti aspetti l'irlanda. Ci si domanda dove siano questi abitanti: i dati ufficiali sembrano troppo generosi, ma ci accorgiamo che molte abitazioni sono letteralmente immerse nella foresta, non costruite ai margini dell’arteria principale, in modo disperso. Una volta sistematici a  Kuressaare, alla fine dell’Ottocento meta turistica dell’aristocrazia russa e non solo dopo la scoperta della presenza di fanghi curativi, imbocchiamo la strada costiera verso Sud-Ovest, che però tale non si rivela perché non si intravede ma il mare fino a quando non si giunge alla punta estrema della Penisola di Sövre, a Saäre, dove si trovano l’imponente faro, alcuni resti di postazioni sovietiche e alcuni bagnanti. In compenso transitiamo per alcuni borghi come Mandala, Anseküla e Salme, ridenti nonostante il nome che portano. Torniamo quindi verso Nord lungo la costiera occidentale della penisola, questa volta con più opportunità di vista-mare, incontrando alcuni lunghi tratti di strada sterrata e dove gli abitati che attraversiamo, come Jämaja, regolarmente segnati sulla cartina, sembrano villaggi-fantasma.  Però abbiamo l’opportunità di fotografare uno dei rari mulini a vento superstiti delle centinaia che erano attivi sull’isola fino all’inizio del secolo scorso, senza pale ma se non altro autentico: ve ne sono altri, perfino ridipinti con Säare, Saarema, Estoniasembianze umane, chiaramente posticci. Dopo aver avvistato una volpe che attraversava la strada e poco dopo probabilmente una cinghialessa con annessa prole intenta a compiere la stessa operazione, abbiamo incontrato anche un contadino che spingeva sorridente la carriola traboccante di fieno appena rastrellato. E’ stato immediatamente battezzato “Il Felice Contadino Estone” dall’ineffabile Segretario, ieri in una fase di creatività didascalica particolarmente fertile. Tra una fermata e l’altra sulla costa, dove notiamo che ci si dedica alla costruzione di innumerevoli tumuli di varia forma con la ghiaia della spiaggia, così come altrove ci si appassiona a quella dei castelli di sabbia, giungiamo a Kihelkonna, segnalato come il centro più abitato della parte occidentale dell’isola dopo il capoluogo. Atmosfera bucolica, una pregevole chiesa con un campanile altissimo circondata da alberi così imponenti e rigogliosi, in questa stagione, da rendere impossibile un’inquadratura completa. Accanto un bed & breakfast, dal cui camino si spargevano i fumi aromatici di un’inequivocabile attività di affumicatura di carne e di distillazione di liquori. Una decina di case, prevalentemente in legno, sparse nei dintorni, con giardini pieni di piante da frutto, curatissime e adornate di fiori e nient’altro. A Veere, circa a metà di un’altra penisola che si protende sul versante nord-occidentale di Saareema, le uniche costruzioni appartengono a una dogana-merci che parrebbe in fase di dismissione. A Mustjala, come a Kihelkonna, un’altra chiesa deliziosa in mezzo a una Piiskplillinus di Kuressaaredecina di case sparpagliate, e quindi a Tagaranna, all’estremità settentrionale di Vinose Pank (Punta Vinose), con vista su Panga Pank, l’unico luogo di Saarema in cui le coste hanno forma di scogliera. Transitando ancora per Valjala, al centro dell’isola, con un’altra notevole chiesa gotica in mezzo a un borgo sonnolento, siamo rientrati a Kuressaare per l’ora di cena, domandandoci dove potessero essersi cacciati i sedicimila abitanti della cittadina, perché l’impressione è stata che ci fossero soltanto turisti, poco numerosi e in buona parte finlandesi. Oltretutto è la stagione migliore, perché in agosto l’estate, a queste latitudini, volge ormai decisamente al termine. Un ultimo accenno alla gastronomia: si trovano piatti locali come zuppe di crauti, di fagioli o a base di panna acida, così come sapidi arrosti di maiale, piatti di cinghiale e di alce, oltre agli immangabili "pankuki", crêpes dai ripieni più vari; ma  sono presenti anche i fast food, all'americana, e qualcosa che chiamano pizza nonché piatti di pasta sono purtroppo reperibili ovunque. Deliziose le fragole da coltivazione e quelle di bosco, in quantità industriali, nonché i mirtilli, venduti spesso lungo le strade ma anche nelle città direttamente da chi le ha raccolte. A prescindere dal tono un po’ ironico sulla rarefazione degli abitanti, l’ambiente particolarmente agreste e la vita sociale poco frenetica, Saarema è il luogo ideale per chi cerca una vacanza a contatto con la natura, detesta avere rompiscatole attorno, ama fare passeggiate ed è un vero paradiso per i cicloturisti, e infatti ne abbiamo visti tanti di ogni età. La struttura alberghiera è più che adeguata per qualsiasi esigenza, volendo andare al risparmio ci sono anche campeggi, spesso dotati di bungalow, e anche chi si muove in camper non troverà problemi. Senza dimenticare che qui si ritrova probabilmente l’anima estone più autentica, considerato che l’isola è sempre stato l’ultimo posto occupato dalle potenze straniere, come documenta la ricca esposizione che si può visitare nel suggestivo Piiskopillinus di Kuressaare, un'altra fortezza vescovile perfettamente restaurata e conservata (foto più in alto, a destra).
postato da: mscaini alle ore 23:42 | link | commenti
categorie: estonia, saareema, kuressaare, penisola di sövre

Commenti